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Pallavolo Storie&Personaggi – Wassim Ben Tara si è preso subito la scena

C’era grande curiosità nel vedere in campo l’ “uomo nuovo” della Sir 23-24, il bomber Wassim Ben Tara. E l’attaccante tunisino si è preso la scena dopo pochi scambi della semifinale e l’ha meritata sino al trionfo finale.
Intervistato da Roberto Barbacci per il Corriere dello Sport l’opposto, che ha già dimostrato un ottima sintonia con Simone Giannelli, ha raccontato alcune delle sue sensazioni e la sua storia
PRIMO TROFEO – “E stato emozionante inaugurare questa nuova avventura vincendo il primo trofeo della stagione. Per me poi è stato un inizio particolare, e posso solo ringraziare chi mi ha dato l’opportunità di dimostrare il mio valore e di scendere in campo. Abbiamo fatto un gran lavoro di squadra, pensando anche al poco tempo avuto a disposizione per preparare l’impegno. I giocatori reduci dalle nazionali non hanno avuto quasi modo di ripassare, eppure tutti hanno saputo incidere e dimostrare il loro valore”.
MAI IN FINALE UNA RIMONTA COSI’ – “No, in finale mai, e posso dire che si prova una sensazione unica. Mi era capitato in Polonia in gare di regular season e anche di playoff, ma in finale è stato qualcosa di sensazionale”.
TROPPO PRESTO – “Quattro partite sono poche per poter dire quale sia il mio reale valore. Ci sarà tempo per imparare a conoscersi e a farsi appaezzare. L’importante è lavorare duramente giorno per giorno, perché in Italia nessuno ti regala niente”.
IL VOLLEY ITALIANO – “Durissimo, nel senso che qui è davvero dura riuscire a emergere. Ci sono i migliori giocatori al mondo, squadre che non ti fanno respirare, avversarie che sanno renderti la vita dura in ogni contesto. Così me l’aspettavo e così me lo sono trovato. Se non dai il 101% su ogni pallone il pericolo è di doverne raccogliere tanti dalla tua parte di campo. E so perfettamente che più andrà avanti la stagione e più le difficoltà aumenteranno”.
LORENZETTI E LA SQUADRA – “Mi hanno fatto i complimenti, come io li ho fatti a loro. E’ stata una bella due giorni, con un finale onestamente bello e sorprendente. Lorenzetti è un gran lavoratore: ho cercato di imparare a conoscerlo in queste prime settimane di lavoro, sa trasmettere grande carica a chi allena”.
L’AMORE PER IL VOLLEY – “Bisogna tornare al 2006, quando andai in vacanza in PoIonia dai miei nonni materni. Vidi una partita della Nazionale al mondiale in Giappone, l’ottavo di finale proprio contro la Tùnisia, e fu amore a prima vista. Vero è che vengo da una famiglia di pallavolisti (due suoi fratelli maggiori sono watt giocatori prima di lui, ndr), ma la scintilla me la fece scoccare Sebastian Swiderski, uno che peraltro è passato anche per Perugia. Lo vidi giocare, me ne innamorai e chiesi ai miei genitori di poter provare a giocare anch’io”.

Foto di Fabrizio Zani_Legavolley